Particolare del Retablo del Presepio del Maestro di Castelsardo

Retablo del Presepio

Retablo del presepio
  • Nazione - Italia
  • Città - Cagliari
  • Luogo di conservazione - Pinacoteca Nazionale di Cagliari
  • Categoria - Dipinti
  • Inventario - DI7
  • Materia e tecnica - Tempera su tavola
  • Autore - Maestro del Presepio
  • Dimensioni - cm 275,2 x 261,1
  • Datazione - Fine XV secolo

Il polittico proviene dalla chiesa di S. Francesco di Stampace dove era collocato nella cappella di patronato della famiglia Carnicer. Privo dei polvaroli, è composto di sei pannelli che poggiano su una predella a sette scomparti; il pannello centrale raffigura l'Adorazione dei pastori, da cui l'intitolazione del retablo ed il nome convenzionale dell'autore che, a tutt'oggi, rimane ancora anonimo.

Sovrasta la scena del Presepio una Crocifissione, desunta probabilmente da modelli a stampa di ambito ispano-fiammingo. Sulla sinistra, partendo dal basso, è rappresentato S. Pietro riccamente vestito di un abito scuro e di un prezioso manto rosso bordato di oro: la figura si staglia su un colorato pavimento ad azulejos ( piastrelle di maiolica decorata, di provenienza spagnola ) e su un raffinato sfondo d'oro con motivi di girali a rilievo. Nel pannello superiore S. Chiara con libro e pastorale in mano campeggia su uno sfondo paesaggistico di ispirazione fiamminga che raffigura, oltre una balaustra di mattoni azzurri, una città marinara. Costruita in maniera speculare all'immagine di S. Chiara è, sulla destra, quella di S. Caterina d'Alessandria con i suoi canonici attributi, una raffinata veste rossa e un preziosissimo manto in estofado de oro. Nella tavola è raffigurato S. Antonio Abate: caratteristico, nella disposizione dei quattro pannelli laterali, è il contrasto tra i colori delle vesti dei santi (scuri quelli di S. Chiara e di S. Antonio Abate, rossi e oro quelli di S. Caterina e S. Pietro) che si richiamano a chiasmo e il drappo in estofado de oro posto dietro ciascun personaggio (nero e oro quello dietro S. Caterina e di S. Pietro; rosso e oro quello dietro S. Chiara e S. Antonio Abate). La predella a sette scomparti raffigura, da sinistra, S. Andrea, S. Agostino, S. Giovanni Battista, Cristo in pietà fra due angeli, S. Giacomo, S. Nicola di Bari, S. Pantaleo.

Ciò che colpisce maggiormente di questo retablo che, a parte i polvaroli ci è pervenuto pressoché integro, sono, più che il suo intrinseco valore pittorico (permangono diverse incertezze prospettiche e compositive specialmente nella scena centrale), la ricchezza cromatica, la vivacità e la minuziosità descrittiva del maestro, di cui purtroppo si ignora l'identità, ma è intuibile la formazione, di ambito catalano valenzano (Serra, 1985, 1989, 1990) arricchita sia dalla riflessione sulle opere del Figuera, del Maestro di Castelsardo, del Barcelo, sia dalla conoscenza di un vasto repertorio di stampe riproducenti dipinti di area fiamminga.

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