Particolare del Retablo del Presepio del Maestro di Castelsardo

Predella di N.S. di Valverde

Predella di Nostra Signora di Valverde
  • Nazione - Italia
  • Città - Cagliari
  • Luogo di conservazione - Pinacoteca Nazionale di Cagliari
  • Categoria - Dipinti
  • Inventario - DI21
  • Materia e tecnica - tempera e olio su tavola
  • Autore - Antioco Mainas
  • Dimensioni - cm 54 x 243
  • Datazione - metà XVI secolo

Cristo risorto fra SS. Pietro, Gerolamo, Antonio abate, Paolo.

La predella proviene da un retablo scomposto (che sicuramente doveva rispettare la tipologia delle grandi pale sardo-iberiche, strutturate a doppio trittico, di sei o di otto scomparti con predella a cinque riquadri), appartenente in origine alla chiesa francescana di Nostra Signora di Valverde ad Iglesias. L'elemento di polittico ha attraversato una travagliata vicenda, anche dopo lo smembramento del retablo al quale doveva appartenere: infatti, in seguito alla legge sulla soppressione dei beni ecclesiastici (1866), la chiesa in cui era collocato originariamente cadde completamente in abbandono, rimanendo così esposta all'incuria e al degrado. Successivamente la predella, dopo aver trovato una sistemazione di fortuna, fu trasferita nelle aule del Liceo Scientifico di Iglesias e infine trasportata nella Pinacoteca di Cagliari perché venisse restaurata. Lo scomparto centrale documenta un soggetto iconografico prediletto dal Mainas, fino a assumere per noi carattere di sigla per i suoi retabli, ovvero il Cristo Risorto, che va a sostituire la consueta immagine del Cristo in Pietà, tradizionale nell'ambito della pittura in Sardegna. Il soggetto (che appare anche nel Retablo di Gergei, ma nella pessa forana de ma dreta), è realizzato secondo stilemi che sono emblematici di quel linguaggio allo stesso tempo ornamentale e popolaresco, quasi naif, che costituisce la principale ragione della vasta fortuna riscossa presso i contemporanei da Antioco Mainas. Il Cristo Risorto, sospeso a mezz'aria sul sepolcro chiuso, è caratterizzato dalla particolare resa della veste che si espande a conchiglia di luce, resa pittoricamente in modo monocromo mediante un intenso rosa-lilla, la cui apparizione getta nel panico una delle guardie, risvegliata dalla luce irreale dalla quale è circonfuso uniformemente (Serra- Coroneo, 1990).

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