Particolare del Retablo del Presepio del Maestro di Castelsardo

Armadio reliquiario

  • Categoria - Arredo liturgico
  • Inventario - AL1
  • Materia e tecnica - Mogano con intarsi in ebano, avorio, tartaruga e ottone
  • Autore - Ebanista toscano
  • Dimensioni - cm. 148 x 87 x 14,5
  • Datazione - XVI secolo

Il reliquiario ha forma di armadio a due ante, decorato di intarsio con motivi vegetali e geometrici, sormontato da una lunetta spezzata.

Nei quattro ovali d’avorio sono raffigurati episodi biblici della vita di Giona, da sinistra in basso: Giona buttato in mare è salvato da un pesce; dopo tre giorni “risuscita”; predica a Ninive; all’ombra di un ricino parla con Dio.

All’interno, entro teche vitree incastonate nell’ottone, sono custodite le reliquie di numerosi “martiri” sardi, tra cui Santa Restituta, Sant’Antioco, San Lucifero, Santa Giusta, San Lussorio, etc.

Nel verso degli sportelli sono dipinti i quattro evangelisti: a sinistra Giovanni e Matteo, a destra Marco e Luca.

L’opera fu donata, insieme alla serie dei Quattro Capricci attribuiti a Giovan Gioseffo Santi, al padre Maestro Felice Boy dal Granduca di Toscana, di cui egli era confessore.

Lo Spano lo vide nella sacrestia della distrutta chiesa di san Francesco di Stampace. Dell’opera, di bottega toscana del XVI secolo, oltre al pregevole lavoro di intarsio ligneo vanno segnalate l’incisione su avorio con Storie di Giona, che sembra influenzata dalle stampe tedesche, e le ante dipinte con i quattro evangelisti, opera di pittore manierista.

La presenza delle reliquie sembra risalire al ‘600, dopo le note campagne di scavi condotte per la ricerca dei corpi santi, che diedero nuovo impulso al culto dei martiri locali.

Pagina Precedente