Particolare del Retablo del Presepio del Maestro di Castelsardo

La fondazione

La raccolta pittorica della Pinacoteca Nazionale di Cagliari nacque in seguito alla legge sulla soppressione degli enti ecclesiastici del 1866, che autorizzò il prelievo di buona parte degli arredi delle chiese di Cagliari; la distruzione della chiesa di San Francesco di Stampace, avvenuta nel 1875, fece inoltre confluire nella collezione un gran numero di retabli e di altri dipinti di elevata qualità.

Tutto il materiale, ormai di proprietà del Demanio, fu trasferito nel Palazzo dell’Università e lì rimase, più o meno accatastato, fino al 1889, anno in cui fu preso in consegna dal Commissario dei Musei e degli Scavi di Antichità Filippo Vivanet e inventariato dal Conservatore del museo Vincenzo Crespi.

Negli ultimi anni del secolo tutte le opere, insieme ai reperti archeologici, furono ospitate in Palazzo Vivanet, ma gli spazi espositivi risultavano totalmente incoerenti ed insufficienti rispetto alla quantità ed alla varietà dei beni della Collezione, per cui si decise di edificare una sede museale apposita. Così nel 1905 fu inaugurato nella Piazza Indipendenza, il nuovo Museo Nazionale, su progetto dell’ingegnere Dionigi Scano, destinato ad accogliere i numerosissimi reperti archeologici; gli ambienti riadattati dell’attiguo edificio delle Seziate, a lato della torre di San Pancrazio, dovevano invece ospitare i dipinti e più tardi, intorno agli anni venti del ‘900, anche la Collezione Etnografica ( comprendente tessuti, gioielli, intrecci, intagli, armi, ceramiche ) che si era formata grazie ad acquisti e a donazioni di privati.

Lo spazio risultò così, ancora una volta, del tutto insufficiente per l’esposizione di una raccolta divenuta con il passare degli anni sempre più ampia e variegata. Dalla metà degli anni ’70 la Pinacoteca, dopo alterni momenti di apertura e di chiusura, venne definitivamente chiusa al pubblico. Nel frattempo le opere pittoriche esposte ad un eccessivo grado di umidità andavano rapidamente deteriorandosi richiedendo un’opera di manutenzione e restauro; nel 1976 il Soprintendente Segni, valutata l’urgenza dell’intervento, inviò i retabli a Pisa perché fossero adeguatamente restaurati. Dopo alcuni anni, nel 1983, in occasione del rientro a Cagliari dei dipinti, fu allestita una grandiosa mostra dal titolo “ Cultura Quattro – Cinquecentesca in Sardegna . Retabli restaurati e documenti “.

Nel gennaio del 1985 l’improvviso allagamento dell’edificio delle Seziate determinò il trasferimento immediato di tutte le opere nei nuovi locali della Cittadella.

La seconda metà degli anni Ottanta e i primi anni Novanta furono caratterizzati da un’intensa attività di studio in vista dell’imminente apertura al pubblico della nuova sede della Pinacoteca Nazionale. Ma,  nel 1989,  la Pinacoteca fu nuovamente chiusa al pubblico per ultimare alcuni lavori di sistemazione e di adeguamento.

Il primo luglio del 1992 fu finalmente e definitivamente aperta, e restituita alla città di Cagliari.